La conta piastrinica misura il numero dei piccoli frammenti cellulari del sangue che formano il primo tappo nella sede di una lesione. Riflette il versante coagulativo del sangue e la produzione midollare di megacariociti, e fa parte di ogni emocromo completo.
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Valori aumentati seguono più spesso un'infiammazione, un'infezione, una carenza di ferro, un intervento chirurgico recente o l'asportazione della milza, e più raramente riflettono un disturbo midollare della produzione. Valori ridotti accompagnano più spesso un'infezione virale, il consumo di alcol, un ingrossamento della milza, una distruzione autoimmune, alcuni farmaci o una ridotta produzione midollare. La conta viene inoltre sorvegliata durante il trattamento con farmaci come acido acetilsalicilico, clopidogrel, warfarin, acido valproico e metotrexato; in entrambe le direzioni, e soprattutto in presenza di lividi o sanguinamenti facili, il dato va discusso con il medico.
In alcune persone le piastrine si aggregano nella provetta con EDTA, il che produce una conta falsamente bassa che uno striscio di sangue o una ripetizione in una provetta diversa risolve; la conta aumenta inoltre brevemente dopo l'attività fisica e si riduce in gravidanza. Il risultato si legge insieme al volume piastrinico medio, che indica se le piastrine circolanti sono giovani e di grandi dimensioni, e insieme all'emoglobina e ai globuli bianchi per capire se è interessata una sola linea cellulare o l'intero midollo.
I range di riferimento sono valori generali per adulti e dipendono da laboratorio, metodo di analisi, età e sesso. Solo a scopo orientativo, non diagnostico — discuti i risultati con il tuo medico.