Il calcio totale misura tutto il calcio trasportato nel siero: la frazione libera, biologicamente attiva, più la parte legata all'albumina e a piccoli anioni. Riflette l'equilibrio mantenuto dal paratormone, dalla vitamina D, dai reni, dall'intestino e dallo scheletro, che insieme mantengono il calcio circolante entro un intervallo ristretto. È la consueta valutazione di prima linea dello stato minerale.
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Un calcio totale aumentato indica più spesso un'iperfunzione del tessuto paratiroideo o una neoplasia maligna, e meno comunemente un eccesso di vitamina D o di apporto di calcio da integratori, oppure un'immobilizzazione prolungata. Valori ridotti conseguono più spesso a un'albumina bassa, a una carenza di vitamina D, a una funzione renale compromessa o a un'ipofunzione del tessuto paratiroideo dopo un intervento chirurgico al collo. Sono direzioni di approfondimento, non conclusioni. Un risultato fuori intervallo è un motivo per ripetere l'esame e portarlo al medico.
Poiché circa metà del calcio sierico circola legata all'albumina, un'albumina bassa abbassa il valore totale senza modificare la frazione attiva, per cui l'albumina va valutata insieme ad esso: in Svezia le indicazioni nazionali di laboratorio (anvisningar.se) refertano il calcio non corretto e invitano il clinico a interpretarlo alla luce dell'albumina plasmatica, con il calcio ionizzato richiesto separatamente per una valutazione più solida. Un laccio emostatico mantenuto a lungo durante il prelievo aumenta falsamente il valore. Il calcio totale si interpreta insieme al calcio ionizzato, al fosforo, al magnesio, alla vitamina D, al paratormone e alla funzione renale.
I range di riferimento sono valori generali per adulti e dipendono da laboratorio, metodo di analisi, età e sesso. Solo a scopo orientativo, non diagnostico — discuti i risultati con il tuo medico.